mercoledì 21 febbraio 2018

Dibattito tra candidati del Collegio Torino 4: grande successo di pubblico

Grazie alla collaborazione delle 5 parrocchie e all'interesse generato dalla formula (il Rosatellum, nonostante i difetti, lega al territorio il candidato uninominale), al dibattito di ieri sera hanno partecipato 300 persone, di cui un'ottantina in piedi. Buona anche la presenza dei giovani, in particolare animatori e scout. In sala anche il professor Gian Giacomo Migone, il presidente della Circoscrizione 2 Luisa Bernardini, Juri Bossuto (presidente dal 2001 al 2006), il consigliere comunale Claudio Lubatti (assessore alla viabilità nella Giunta Fassino), diversi ex consiglieri provinciali.



Molto civile il dibattito, rispettati i tempi, che prevedevano 5 minuti per ognuno dei 4 temi: lavoro famiglia, scuola, ambiente. Partendo dalle riflessioni e domande del gruppo Michele Pellegrino, pubblicate sull'ultimo numero dello Sguardo. Poco tempo per le domande scritte dal pubblico, lette tutte assieme intorno dopo le 23 dai volontari del gruppo che ha organizzato la serata, Michele Pellegrino. Ma i candidati hanno raccolto l'impegno a tornare a giugno, in caso di elezione, per un nuovo confronto con i cittadini. A breve sarà disponibile online il video della serata.

Un successo tale che la formula è stata subito clonata, volantino compreso :-), a Mirafiori Sud.





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La notizia del dibattito era stata rilanciata da torinoggi.it e aggregatori di eventi e notizie: eventbu.com, allevents.in, 247.libero.it. Torinoggi.it ha anche inviato un cronista per un resoconto della serata che sintetizza i contenuti emersi.

Candidati ospiti della parrocchia: a Mirafiori, chiesa e politica in "comunione"
L’Unità Pastorale 19 di Mirafiori Nord e il Gruppo Michele Pellegrino hanno accolto ieri sera un confronto elettorale tra i candidati uninominali alla Camera per Torino 4. Ospiti Paolo Greco Lucchina (Noi con l’Italia), Stefano Lepri (Pd), Alberto Sasso (M5S) e Stefano Schwarz (Leu)

Don Milani e papa Francesco a braccetto con i candidati torinesi. A meno di due settimane dal voto del 4 marzo, la campagna elettorale travalica i confini della laicità per rivolgersi anche ai cittadini che oggi si chiedono: perché un cattolico dovrebbe votare questo o quel partito?E, difatti, una buona parte delle tematiche presenti nei vari programmi elettorali può essere facilmente accolta e fatta propria anche da chi opera a stretto contatto con l’ambiente ecclesiastico, senza troppi contagi innaturali. Lo dimostra il dibattito organizzato all’interno della sala parrocchiale Ss. Nome di Maria (in via Guido Reni) dall’Unità Pastorale 19 con il Gruppo Michele Pellegrino. Un confronto tra cittadini e candidati alla Camera del collegio uninominale Torino 4, un incontro aperto e spontaneo di cui gli abitanti di Mirafiori sentivano il bisogno, a giudicare dalla massiccia affluenza che ha costretto parte del pubblico a rimanere senza posto a sedere.Ospiti, Paolo Greco Lucchina, consigliere comunale di Noi con l’ItaliaStefano Lepri, ex vicecapogruppo Pd al senato, l’architetto Alberto Sasso per il Movimento 5 Stelle, e Stefano Schwarz, leader dei comitati del No al Referendum lo scorso 4 dicembre, ora in corsa con Liberi e Uguali.Quattro gli argomenti discussi, colonne portanti di una società che vuole riscoprirsi umana trovando il sostegno delle istituzioni: lavoro, famiglia, scuola e ambiente.Lampante agli occhi di tutti l’emergenza disoccupazione, il primo argomento lanciato alla platea è il reddito di cittadinanza (Sasso), mentre si parla anche della necessità di finanziare l’imprenditorialità territoriale riducendo le burocrazie più cavillose; un escamotage, la defiscalizzazione, che potrebbe portare ad arginare il sempre più urgente problema delle aziende delocalizzate. Vedi il caso Embraco – e ci tiene a ricordarlo Schwarz – che ha confermato proprio ieri i 500 licenziamenti, conseguenza di “un governo che parla solo più con i padroni e non con le maestranze”. Un discorso che riporta su un piano terreno la definizione, data dall’Unità Pastorale, del lavoro come “continuazione dell’opera creatrice di Dio”, attualizzandolo tra l’urgenza di superare la legge Fornero e istituire la Flat Tax (Greco Lucchina), e ottimizzare l’incontro tra domanda e offerta per i disoccupati, giovani e meno giovani (Lepri). E se il centrodestra rimpiange gli albori dell’industria torinese - “un sogno per tutti” - la sinistra di Pietro Grasso, per il futuro, spinge verso la riconversione ecologica della manifatturiera.Ma se ci fosse più lavoro, i neonati aumenterebbero? Il legame tra i due ambiti è sempre molto stringente, considerando i costi cui un nucleo familiare va incontro, dai primi mesi di vita del bambino fino alla sua istruzione. Il Pd non ha dubbi, difende il programma demografico già avviato sugli incentivi alla natalità, auspicando la realizzazione di un assegno unico, in denaro o detrazioni, che fornisca alle famiglie un aiuto concreto da parte dello Stato. E sul concetto di “famiglia tradizionale” trova concorde anche il centrodestra, che da un lato difende la sacralità del matrimonio, dall’altro guarda con preoccupazione ai padri separati, “i nuovi poveri che dormono in macchina perché non hanno un’altra casa in cui andare”. Sui termini Schwarz puntualizza, parlando al plurale di tante “famiglie” diverse nella società italiana, fatte di commistioni culturali e superamento del concetto di coppia uomo-donna, mentre Sasso aggiunge un ulteriore tassello: sì agli incentivi per le famiglie, ma solo se si pensa anche ai bisogni dell’anzianità e alla salute di chi invecchia.Certo è che le future generazioni dovranno essere accompagnate e sostenute per un bel po’ di anni, non solo nelle prime fasi della vita. Ecco allora che qui si inserisce il tema scuola, con lo slogan delle tre “I” sbandierato da Greco Lucchina, “informatica, inglese impresa”; l’uguaglianza tra i banchi promossa da Schwarz, con incentivi massicci alle scuola pubbliche; la ricerca del senso dell’istruzione e l’ammissione, da parte di Lepri, delle falle nella Buona Scuola, con la promessa di futuri concorsi statali e trasparenti; il miglioramento della qualità della vita degli insegnanti, per dire basta, con Sasso, al precariato.Ma come si può coniugare tutto questo con il posto nel mondo che noi abitiamo? Applicando politiche ecologiche, per respirare un’aria più pura e puntare sulla mobilità sostenibile. Sasso e Schwarz in sintonia su un "piano verde" che riduca le emissioni tossiche, tenda allo zero assoluto nella produzione dei rifiuti e punti sull’energia rinnovabile al 100%. Lepri, intanto, ricorda l’accordo sul clima firmato a Parigi dal governo Renzi, la legge sugli ecoreati, e parla di un piano quadriennale con 9400 opere previste contro il dissesto idrogeologico. E se da un lato si guarda alle grandi infrastrutture, come la ciclopista VenTo lungo tutta la Pianura Padana, dall’altro cresce l’urgenza, per il centrodestra, di una rete di trasporti pubblici locali efficace, che permetta a tutti i torinesi di muoversi agevolmente.Un dibattito nel complesso moderato – salvo qualche stoccata qua e là – che ha fatto chiarezza sugli obiettivi dei partiti maggiori in corsa per il 4 marzo. E che si chiude con un nuovo invito da parte dell’Unione Pastorale: un incontro con il candidato vincitore a giugno, per raccontare quanto del suo programma promesso abbia potuto trovare un effettivo riscontro in parlamento.

Fonte: Torinoggi.it 




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Chiudo con una carrellata di immagini della serata.













Massimo

domenica 18 febbraio 2018

Lo Sguardo - Elezioni politiche 2018

In occasione delle elezioni politiche del 4 marzo e del dibattito con i candidati in programma domani, lunedì 19 febbraio, alle 21, il Gruppo Michele Pellegrino e l'Unità Pastorale 19 hanno preparato un numero dello Sguardo con una breve illustrazione del sistema di voto e una riflessione su 4 temi su cui dovranno intervenire i candidati all'uninominale - collegio Torino 4: lavoro, famiglia, scuola, ambiente.






Saremo nel teatro parrocchiale di via Guido Reni 96/140 a Torino. Vi aspettiamo domani sera! 










Massimo

lunedì 12 febbraio 2018

Avengers: Infinity War - Le Pietre dell'infinito

Come promesso, proseguiamo con i post di riepilogo/aggiornamento/anticipazioni su Avengers: Infinity War, il film sui Vendicatori che uscirà in Italia il 25 aprile.

Partiamo con le Pietre dell'Infinito, manufatti potentissimi che saranno al centro del piano di conquista di Thanos, aiutato da cinque "figli" (l'Ordine Nero o Cacciatori d'Ossidiana, ci torneremo in un post dedicato). Non vi ricordate che cosa sono o quali sono le Pietre? Facciamo un ripasso, ma per i dettagli rimando al post specifico e alle prime anticipazioni sul film.

PIETRE DELL'INFINITO: CHE COSA SONO?
Controparte cinematografica delle analoghe gemme "cartacee" (con colori e caratteristiche differenti), nel MCU le pietre vengono citate esplicitamente per la prima volta ne I Guardiani della Galassia, dove il Collezionista ne racconta la storia: "Prima della creazione, nel nulla cosmico c'erano sei singolarità; quando l'universo esplose nell'esistenza, i loro resti vennero imbrigliati e infusi in sei lingotti concentrati: le Pietre dell'Infinito. Possono essere brandite solo da esseri dalla forza straordinaria". 
Create da Entità Cosmiche (come Infinito, Eternità, Morte ed Entropia) che dovevano plasmare e ordinare il Multiverso, le 6 pietre sono immensamente potenti. Legate a diversi aspetti dell'universo, ognuna ha capacità uniche, alterate e sviluppate nei millenni da diverse civiltà aliene. Thanos cerca di conquistarle per inserirle nel Guanto dell'Infinito e avere il potere assoluto. 

I comuni mortali non possono impugnare le Pietre, se non sono contenute o veicolate in catalizzatori in grado di incanalarne e contenerne l'energia: 
- in Captain America: Il primo vendicatore il Teschio Rosso è scomparso dopo aver aperto il Tesseract, esponendosi così alla Pietra dello Spazio
- in Thor: The Dark World, Jane Foster è stata colpita da un male misterioso dopo essere venuta a contatto con l'Aether, la Pietra della Realtà, fino a quando questa non si è "trasferita" su Malekith
- ne I Guardiani della Galassia, Carina viene incenerita dall'Orb 


DOVE LE AVEVAMO LASCIATE? DOVE SONO?
La situazione, aggiornata a Thor: Ragnarok (quindi al netto di trailer, spoiler e anticipazioni) è ben descritta nel wiki marvelcinematicuniverse. Ma, appunto, diverse fonti, in particolare il trailer e i set Lego dedicati al film, ci hanno dato qualche aggiornamento sul destino delle Pietre (vedi anche riepilogo del dottor Manhattan e le considerazioni di inverse.com)

Innanzitutto, nel trailer vediamo sul Guanto dell'Infinito indossato da Thanos due Pietre: quella blu (Spazio) e quella Viola (Potere).

Nel trailer compare il guanto dell'infinito, con due pietre (e oltre ai 3 circoletti rossi, dovrebbe esserci un posto vuoto nel pollice) - fonte: inverse.com

Stando ai set Lego, la Pietra dell'Anima (che nel MCU è comparsa solo nella spiegazione dal Collezionista; dovrebbe essere arancione) coinvolgerà Proxima Media Nox (uno dei figli di Thanos che aiuterà il Titano Pazzo), Falcon, e Hulk/Bruce Banner. Si ipotizza che sia in Wakanda e che possa comparire già nell'imminente Black Panter.

La Pietra del Tempo verde, è nell'Occhio di Agamotto; alla fine di Dottor Strange viene data in custodia ai Maestri delle Arti Mistiche del tempio di Kamar-Taj, a Kathmandu, ma il mago la indossa quando riceve la visita del Tonante in Thor: Ragnarok. Sarà custodita nel "Sanctum" del dottor Strange (o quantomeno vi si potrà accedere dall'edificio newyorkese, dove abiterà Peter Parker e arriveranno Banner  e Stark), e sarà insidiata dal Cacciatore d'Ossidiana e Falce d'Ebano (altri due Figli di Thanos).

Stessa scena: nel post-credit di Dottor Strange non compariva la Pietra, in Thor: Ragnarok si - fonte: comicbook.com

Steve Rogers (che a un certo punto abbandonerà l'identità di Capitan America, diventando probabilmente Nomad) e Vedova Nera se la vedranno con gli Outrider (alieni con 4 braccia, al servizio di Thanos) per difendere la Pietra dello Spazio: blu, era custodita ad Asgard, ma quando Sulfur attua il Ragnarok, Loki porta la pietra sull'astronave Statemen con cui si sono messi in salvo Thor e gli asgardiani; è comparsa nel trailer sia in mano a Loki sotto forma di Tesseract, sia nel guanto di Thanos.

Shuri, sorella di Pantera Nera già impegnata a liberare la mente di Bucky dal condizionamento Hydra, cercherà di rimuovere dalla fronte di Visione la Pietra della Mente (gialla, senziente, già nello scettro di Loki e usata per dare i poteri a Pietro e Wanda), prima dell'intervento di Gamma Corvi (altro Figlio di Thanos, nel trailer sembra essere il personaggio che con una falce tenta di eseguire la "rimozione coatta").

Nel trailer, qualcuno (Gamma Corvi?) cerca di togliere a Visione la pietra della mente - fonte: inverse.com

Una pietra imprecisata vedrà impegnati Thor, Rocket Raccoon e Groot (in versione adolescente). Punto sul rosso: nei set non vengono appunto citate la Pietra della Realtà (rossa, Aether, che era stata affidata a Taneleer Tivan, il Collezionista) e la Pietra del Potere (viola, custodita dai Nova Corps, ma nel trailer la vediamo nel guanto di Thanos). Secondo qualche indiscrezione, Gamora, Star Lord e Drax andranno dal Collezionista: prenderanno loro l'Ether, prima dell'arrivo degli altri Guardiani e del Tonante?

Nella battaglia finale Thanos sarà affrontato da Iron Man, Star Lord e Gamora, che cercheranno di togliergli il Guanto dell'Infinito.





Massimo

mercoledì 7 febbraio 2018

19 febbraio - Incontro con i candidati alla Camera- Collegio uninominale Torino 4

Il Gruppo Politico Michele Pellegrino (parrocchia Santissimo Nome di Maria) ha organizzato con le altre parrocchie dell'Unità Pastorale 19 un incontro con quattro candidati alla Camera del Collegio Uninominale Torino 4: appuntamento lunedì 19 febbraio ore 21 nel Teatro Parrocchiale di via Guido Reni 96/140 a Torino.


Moderati dal giornalista Luca Rolandi, i candidati interverrano su temi e domande proposti dalle parrocchie organizzatrici (lavoro, scuola, ambiente, famiglia) e su quelle che saranno rivolte dal pubblico. Vi aspettiamo! 
Massimo

lunedì 5 febbraio 2018

Avengers: Infinity War. Nuovo trailer

Avenger - Infinity War è un evento Marvel così esaltante che per presentare il nuovo trailer hanno organizzato una partita di Football Americano e venduto i biglietti a prezzi da 5000 dollari in su. Potrebbe non essere andata esattamente così
Che poi alla fine questo trailer non è niente di ch... MA QUANDO ARRIVA IL 25 APRILE?!?



La pellicola sicuramente si ispira all'omonima storia a fumetti di Jim Starlin e ancor più al precedente "Il Guanto dell'Infinito" (qui trovate le trame dell'intera saga cartacea): oltre 3 anni fa riportavo le prime anticipazioni sul film, tutto sommato accurate
Nei prossimi giorni seguiranno post su temi specifici legati al nuovo film che, ricordo, sarà incentrato sul tentativo di Thanos di conquistare il potere assoluto impadronendosi delle Pietre dell'Infinito: partiremo proprio da questi manufatti e dalla loro attuale collocazione. Le pietre sono state il trait d'union di questi 10 anni di film Marvel e - come si dice nel trailer - sostanzialmente tutto ciò che è accaduto finora ha condotto qui. Con i film compresi tra Infinity War e Avengers 4 non si conclude solo la Fase 3, ma tutto il ciclo che è partito nel 2008 con Iron Man. Forse in Infinity War qualche eroe ci lascerà. Chi? Tante variabili narrative e commerciali da considerare: salvo reboot, difficile che si rinunci a a personaggi appena introdotti e in grado di attirare le folle al cinema (Spider-Man) icone non rimpiazzabili con altri attori (es. un Tony Stark non interpretato da Robert Downey Jr),  più facile che lo stesso costume venga ereditato da altri (ad es. lo scudo e l'identità di Cap potrebbero andare, come nei fumetti, a Sam "Falcon" Wilson o Bucky "Soldato d'Inverno" Barnes). Dipende da motivi sia commerci Potrebbe essere Steve Rogers (che probabilmente sarà in versione Nomad), difficilmente qualche altro pilastro Già in Avengers 4 la formazione potrebbe essere sostanzialmente diversa. 

E POI? LA FASE 4
Per ciò che accadrà dopo la Fase 3 si parla di "mondi completamente separati - sia da un punto di vista geografico che temporale - da quelli che abbiamo già visitato", reboot (Mark "Hulk" Ruffalo si è addirittura fatto scappare che in Infinity War gli eroi muoiono tutti, ma non è la prima volta, lo disse anche prima di Age of Ultron), ripartenza con nuovi attori e nuovi personaggi. Il direttore dei Marvel Studios Kevin Feige: "[Avengers 4] introdurrà una cosa che non si è mai vista nei film di supereroi: un finale. Ci saranno due epoche distinte: prima di Avengers 4 e dopo Avengers 4. Avverrà in un modo che le persone non si aspettano"
I titoli confermati per la Fase 4 (che non si chiamerà così) al momento sono il secondo e il terzo Spider-man e il terzo Guardiani della Galassia (che secondo il regista James Gunn cambieranno formazione). Possiamo immaginare i Vendicatori formati da qualche fondatore (es un nuovo Cap), qualche personaggio introdotto più o meno recentemente (tipo Scarlet, Visione, Pantera Nera, Dottor Strange, Uomo Ragno, Capitan Marvel, Ant-Man e Wasp, magari uno dei Guardiani della Galassia) e altri ancora da scoprire. In più, Fantastici 4 e X-Men potrebbero seguire Spider-Man nel ritorno a casa...

Massimo

martedì 16 gennaio 2018

Ciao Dolores, grazie per la tua voce meravigliosa

Purtroppo ci ha lasciati Dolores O'Riordan, leader e splendida voce dei Cranberries. Un altro pezzo dell'adolescenza. Il gruppo che esplose nel 1994 con il singolo Zombie, ci ha regalato album davvero entusiasmanti, in particolare No Need to Argue, To the Faithful Departed e Bury the Hatchet. 


Ho avuto la fortuna di ascoltarli dal vivo nel 2002: dopo quasi 16 anni ricordo l'impressionante bellezza e potenza della voce di Dolores O' Riordan, perfetta come in un album da studio. Finito il concerto, insieme ad altri temerari cercai la via dei camerini e dopo una lunga attesa e il breve altolà di un (finto)burbero bodyguard, Dolores ci ricevette come se fossimo amiconi: baci, abbracci, foto. Purtroppo era un'era pre-smartphone e sostanzialmente pre-camere digitali, per cui persi di vista l'autrice della foto... 
magari per uno di quei casi estremamente bizzarri della vita, l'autrice della foto leggerà queste righe e, avendolo conservato, mi contatterà per farmi avere quel ricordo meraviglioso? 
Tornai comunque a casa con un autografo.



Scaletta del concerto di Torino del 30/04/2017 al Palastampa (da https://www.setlist.fm/setlist/the-cranberries/2002/palastampa-turin-italy-3bf194cc.html)

  • Wake Up and Smell the Coffee 
  • Zombie 
  • Analyse 
  • Time Is Ticking Out 
  • Animal Instinct 
  • Joe 
  • Ode to My Family 
  • Just My Imagination 
  • Loud and Clear 
  • Desperate Andy 
  • Pretty 
  • Daffodil Lament 
  • I Can't Be With You 
  • Waltzing Back 
  • When You're Gone 
  • Free to Decide 
  • I Really Hope 
  • Salvation 
  • Ridiculous Thoughts 
Encore: 
  • This Is the Day 
  • Linger 
  • The Concept 
  • Dreaming My Dreams 
  • Chocolate Brown 
  • Promises 
  • Dreams

Una voce meravigliosa, probabilmente un'anima inquieta. Speriamo abbia trovato la pace.




Massimo

giovedì 23 novembre 2017

Della serie: sono rimasto indietro (ma ho visto Stranger Things)


Il primo dicembre tornano gli amati scudieri. Ecco il nuovo trailer, che dà qualche informazione in più sull'ambientazione "spaziale" che avrà la quinta stagione, almeno all'inizio, e su quali minacce dovranno affrontare Coulson & C.



Sono rimasto molto indietro con serie che ho iniziato quest'estate (Twin Peaks), o quest'autunno (Inhumans) e un po' indietro con le due serie DC (Gotham e Flash). Praticamente mai iniziate Mr. Mercedes e The Orville (non è bastata la presenza di Adrianne Palicki). Manca il tempo, recupererò. Ma ho visto in tempi (quasi) ragionevoli la seconda stagione di Stranger Things: curata, appassionante, con uno sviluppo che per alcuni personaggi è particolarmente riuscito, alcune new entries azzeccate, distribuite sui vari gruppi. Senza neanche abusare (troppo) del trucchetto "musica anni '80", ma con il dovuto citazionismo che ci si aspetta, Stranger Things si migliora rispetto alla stagione d'esordio, e non era affatto scontato, pur essendo lievitato il budget
Infine, da qualche giorno sono disponibili Gomorra (terza stagione) e The Punisher.


Nuova stagione, cose ancora più strane - Fonte: imgur.com 


Massimo

mercoledì 15 novembre 2017

Bike Sharing: continua la saga a Santa Rita, nuove stazioni a ovest

[EDIT] nonostante si fossero finalmente sbilanciati prevedendo l'attivazione di Santa Rita "entro metà dicembre", la stazione è stata attivata il 15 NOVEMBRE, il giorno dopo la storia surreale. Magari mentre erano lì a risolvere il paradosso, hanno fatto che portare le bici e attaccare la corrente :-) E nel frattempo, apparentemente, tessera riattivata e credito ripristinato.


Chissà, magari esplorare il paradosso è servito a qualcosa...


Una storia surreale del bike sharing cittadino, con qualche buona notizia "local". La stazione [TO]BIKE di Santa Rita, apparentemente pronta da fine agosto, dovrebbe essere attivata entro metà dicembre (EDIT: è stata poi magicamente attivata il 15 novembre, cioè il giorno dopo la storia surreale). L'abbiamo provata per voi in ante-anteprima (true story): attenzione, potrebbe trattarsi del nuovo gatto di Schrödinger, in quanto in certi momenti è attiva ma non è attiva, e tocca all'utente risolvere il dilemma e ignorare i falsi indizi. Ci torniamo tra poco.

Le nuove stazioni Caio Mario (inaugurata il 14/11) e Santa Rita (per metà dicembre - EDIT metà novembre). Fonte: [TO]BIKE

Il 14 novembre sono state attivate le stazioni Caio Mario (dunque Circoscrizione 2 - Mirafiori Sud) e Piazza Rivoli: quest'ultima rappresenta una bella estensione del servizio verso Ovest, dato che le stazioni più "occidentali" della città erano lungo i corsi Racconigi (all'incrocio con i corsi Peschiera, Vittorio Emanuele II e Francia) e Ferrucci (via Boggio, Piazza Adriano, Piazza Bernini).


La nuova stazione Rivoli (inaugurata il 14/11) e gli altri "avamposti" della zona (centro)ovest. Fonte: [TO]BIKE

Segnalo inoltre che per chi rinnova l'abbonamento annuale al [TO]BIKE nel mese di novembre è previsto un omaggio di 5 euro. Spiace però ricordare che da inizio 2017 la stazione Gerbido di Grugliasco ha solo 3 postazioni attive su 10. E da giorni "staziona" una bici con la ruota bloccata.


Io ho visto stazioni fantasma che voi umani non potreste immaginarvi...

IL PARADOSSO DI SANTA RITA/SCHRÖDINGER
Veniamo alla finta attivazione della Stazione Santa Rita: la versione breve è che l'ho provata in anteprima super-esclusiva, ma ora ho la tessera bloccata e il credito a meno 52 euro. Installata a fine agosto, la nuova stazione veleggia(va) verso i tre mesi di "prossima attivazione". Ieri, trovandomi in largo Orbassano in sella a una bici gialla, ho controllato in quali stazioni vicine ci fosse posto per posarla: con mia grande sorpresa, oltre a Piazza D'armi 1 e 2, Galileo Ferraris 6 e Marmolada, sull'app risultava attiva anche Santa Rita, con un posto disponibile per depositare. Colpito da tanta fortuna, sono andato lì ed effettivamente la postazione più esterna risultava senza tappo (meccanismo con cui vengono bloccate le postazioni non funzionanti). La spia verde non era accesa, ma questo accade abbastanza spesso. Inserito il gancio, la bici è rimasta agganciata alla postazione, come di consueto. App, postazione senza tappo, bici agganciata: tre indizi fanno una prova, ma qui inizia l'assurdo. Nessuna luce né bip di conferma. Sull'app è sparita la stazione Santa Rita, mentre la sezione "i miei viaggi" dice "nessun viaggio effettuato" (in generale). Passando la tessera per prendere la bici, nessuna reazione. Ho chiamato il call center, il quale prima mi ha informato che l'ultima versione dell'app dà problemi, poi mi ha spiegato candidamente che non avrei dovuto usare la stazione perché non era attiva.


La prima regola della Stazione Santa Rita è "non si parla della Stazione Santa Rita"


Capito? L'app dà la stazione attiva e con un posto disponibile, il posto c'è, ma non è certo colpa loro: ero io che dovevo sapere che era uno scherzo. Siccome il tecnico è intervenuto stamattina per sbloccare la bici (o quantomeno consolidare il deposito che ho fatto ieri sera), il mezzo risulta consegnato 14h26m dopo il prelievo, quindi il credito è sceso di € 54,60, andando ovviamente in negativo. La tessera è "bloccata per qualche giorno", perché per sbloccarla "occorre un intervento della direzione", grazie al quale - si spera - il credito ritornerà quello normale. Ecco che cosa capita gli sciocchi che si fidano dell'app e delle postazioni senza blocco.


Io farò solo così! Ham ham ham ham ham! E se tu verrai mangiata sarà solo per colpa tua!




Massimo

giovedì 26 ottobre 2017

L'inquinamento a Torino e le mascherine antismog



Nei giorni scorsi, soprattutto a causa dei blocchi del traffico, si è parlato molto di inquinamento e di polveri sottili. Le polemiche sono state prevalentemente pretestuose, ma vorrei puntualizzare alcune cose:
- i giorni annuali di sforamento di PM10 (oltre 50 microgrammi al metro cubo) dal 2000 a oggi sono molto diminuiti (vedi grafico qui sopra - pag. 44 La Stampa del 21/10/2017), ma restano sempre tanti: per poter incidere, i blocchi del traffico dovrebbero essere più ampi e più tempestivi; comunque i valori migliorano con pioggia e vento, più che con i blocchi, e per l'inquinamento servono interventi strutturali
- non è colpa dell'attuale sindaco di Torino se l'aria è inquinata, sia perché è in carica solo da un anno, sia perché a monte c'è un problema che riguarda la pianura padana; potrebbe anche giovare un maggiore controllo sull'accensione degli impianti di riscaldamento (e condizionamento) quando non servono (per dire, quando a ottobre sembra di essere a maggio)
- d'altra parte l'alternativa Chiara potrebbe evitare di dare la colpa di qualsiasi cosa alle giunte precedenti. Nel bene e nel male (inasprimento dei blocchi del traffico e aumenti dei costi della sosta e dei permessi per accedere in ZTL) ha disincentivato l'uso dell'auto, ma per il resto non ha fatto molto per la mobilità sostenibile e ha fatto tutto il possibile per far naufragare la linea 2 della Metro - ad es. riguardo i tempi di presentazione del progetto - e altre opere che nel lungo periodo avrebbero ridotto l'inquinamento. 

I suoi predecessori magari potevano fare di più, ma molto è stato fatto:
  • linea 1 della Metropolitana, pianificazione della linea 2
  • sottopasso di Piazza Rivoli (vi ricordate quando ci volevano 3 turni di semaforo per attraversarla da Corso Trapani?) 
  • completamento del Passante Ferroviario
  • Sistema Ferroviario Metropolitano
  • teleriscaldamento (il più diffuso d'Italia)
  • sostituzione di molti mezzi pubblici Euro 0 con nuovi bus molto ecologici
  • 190 km di piste ciclabili che diventeranno 310 (in proporzione agli abitanti, è già una delle grandi città italiane più servite)
  • car e bike sharing
E veniamo appunto alle bici: se una percentuale più significativa di persone si spostasse in bicicletta anziché in auto, l'aria della città cambierebbe davvero, molto di più che con estemporanei blocchi del traffico


IN BICI SI RESPIRA PIÙ SMOG? FALSO
Contrariamente a quanto si pensa, i ciclisti (che viaggiano su pista ciclabile o a bordo strada e respirano almeno un metro più in alto dei tubi di scappamento) sono meno esposti allo smog degli automobilisti: come segnala il Guardian, che evidenzia in particolare il pericolo per i bambini, l'aria dell'abitacolo è da 9 a 12 volte più inquinata di quella esterna, la ventola immette in buona parte quanto scaricato dall'auto precedente, le sostanze nocive difficilmente escono dalla vettura.

Un esperimento del King’s College di Londra, riportato da bikeitalia.it, conferma che la bici è il mezzo più salutare anche per i polmoni: chi va in auto è maggiormente esposto agli inquinanti del 250% rispetto a chi utilizza l’autobus, del 350% rispetto a chi si muove a piedi e di oltre il 500% rispetto a chi utilizza la bicicletta. Il ciclista può evitare le strade più trafficate e riduce il tempo di esposizione allo smog grazie all'uso del mezzo più veloce in città.


MEGLIO COMUNQUE PROTEGGERSI 
Ciò non toglie che sia opportuno difendere i propri polmoni quando si pedala, vista la qualità dell'aria e considerato che si tratta di un momento di respirazione sotto sforzo. La soluzione principale è la maschera protettiva
La normativa europea EN 149 (che dev'essere riportata sul prodotto) suddivide le maschere in 3 categorie, in base all’efficienza filtrante minima che devono garantire: FFP1 (efficienza filtrante minima garantita del 78%); FFP2 (del 92%); FFP3 (del 98%). Le mascherine da chirurgo, senza alcun filtro, non servono (servono a proteggere gli altri dall'aria che espiriamo).


Urban.bicilive.it riporta informazioni utili sull'inquinamento (particolato, PM 10, PM 2.5, biossido di azoto, ozono) e sulle varie tipologie di mascherine, mentre salvagente.it offre diversi consigli per difendersi dall'inquinamento. 

Le FFP1 non hanno il filtro da cambiare, dunque normalmente devono essere sostituite dopo un mese di utilizzo. Se non hanno filtro né carboni attivi (ho trovato molto interessante quest'intervento su abitarearoma.net), fanno poco contro le polveri sottili, ma forse possono bastare per uso sporadico ed esposizioni non prolungate. Per quanto riguarda le maschere più "serie", all'inizio dell'anno La Stampa aveva segnalato la Banale, un'azienda italiana  che produce il modello "mask", pensato in particolare  per la Cina (adatto dunque a un inquinamento peggiore del nostro). Venduta on line, con consegna gratuita, Mask fa parte della categoria FFP2, trattiene PM10 e PM2.5, ha un costo concorrenziale rispetto ai prodotti analoghi sul mercato, i filtri durano 6-8 settimane e costano 15 euro a coppia. 


In questo momento la mask rossa e azzurra è in offerta (19,90 anziché 24,90) :-)      


Massimo

venerdì 20 ottobre 2017

Bike sharing a Santa Rita: prossimamente quando?

Bello il bike sharing a Santa Rita. Solo che siamo ancora fermi a "stazione di prossima attivazione". Da quasi 2 mesi. Sul serio? La stazione c'è, mancano solo le bici e la corrente.


Il problema è che è sempre prossima e non arriva mai...

Massimo

mercoledì 4 ottobre 2017

Marketing virale da Castiglione?

First of all, oggi è San Francesco, dunque auguri alla mia mogliettina - e all'amichevole blogger di quartiere - per il nono anniversario di matrimonio.
Poi, i miei due cent sul video che sta spopolando sui social, girato dai dipendenti della filiale di Castiglione delle Stiviere di un famoso gruppo bancario italiano. Non metto link, ma al momento il video è facilmente reperibile (e ha ottenuto più di un milione di visualizzazioni). 
Teoricamente era un contest interno per il miglior video motivazionale ed è finito online per errore. I dipendenti coinvolti - e sopratutto la protagonista, che oltre alla faccia ha messo il nome e il cognome - rischiano di venire sommersi dal letame che riversano i tanti leoni da tastiera del web. E questa è la parte peggiore della vicenda.
Ho il però sospetto che anche questa volta - così come per le puntate di Game of Thrones "finite online" in anticipo - non si tratti di una pubblicazione non voluta, ma di un'operazione di marketing pianificata. Amici più esperti di marketing lo escludono, ma io non sono convinto. Costo zero, altissima visibilità, qualche punto simpatia (magari si cercava di ripulire un po' l'immagine dalla seriosità istituzionale, come con gli spot della Gialappa's band).
Un video con un clamoroso successo - per quanto fondato sul ridicolo - che sembra spontaneo, ma ha una certa cura del dettaglio, qualche ammiccamento, con un'esecuzione canora non proprio da dilettanti allo sbaraglio. Ne arriveranno altri? Chissà. In ogni caso, la banca ha fatto parlare di sé, che poi è quello che conta. «There is only one thing in the world worse than being talked about, and that is not being talked about», diceva Oscar Wilde (o meglio, Lord Henry ne "ll ritratto di Dorian Gray").





Massimo

martedì 3 ottobre 2017

Dunkirk, It, Mazinga Z Infinity, Blade Runner 2049 (Back to the movies)


Dopo aver dato tantissimo spazio alle serie TV, torniamo al vecchio amore, il cinema, con un film visto la scorsa settimana e 3 ritorni di vecchie glorie.




DUNKIRK

Dopo oltre un mese resiste ancora in sala Dunkirk, un film visivamente e musicalmente molto bello e d'impatto, adatto anche a chi - come l'amichevole blogger di quartiere - non ama il cinema di guerra. L'Operazione Dynamo, il salvataggio di oltre 338.000 soldati delle forze alleate, assediate dai tedeschi nel nordest della Francia, viene raccontata intrecciando 3 vicende, a terra, in mare e in aria, rispettivamente della durata di una settimana, un giorno e un'ora. 
Tommy, come migliaia di compagni, si rifugia sulla spiaggia di Dunkerque in attesa di essere riportato in Inghilterra. La salvezza viene dal mare, dove oltre alle navi militari, arrivano le barche requisite dai civili: Mr. Dawson ha deciso di intervenire personalmente, percorrendo la Manica insieme al figlio e un suo amico per prestare soccorso ai soldati. Nel frattempo, il pilota Farrier cerca di abbattere i bombardieri tedeschi.
Per approfondimenti storici sull'operazione Dynamo e la battaglia di Dunkerque, segnalo un articolo del Post. Ho trovato invece forzatamente polemico l'intervento di Goffredo Fofi su Internazionale. C'è da dire che Christopher Nolan è un regista "divisivo" (spesso osannato oltre i suoi reali meriti), e che nello specifico di Dunkirk non sono mancate critiche negative (vedi ad esempio il Guardian).


Una splendida immagine della spiaggia e del molo di Dunkirk - fonte: indiewire.com



Sale invece l'attesa per tre film in uscita a ottobre, legati a cult dell'infanzia e dell'adolescenza dei quarantenni di oggi. Andiamo in ordine di uscita in sala.


BLADE RUNNER 2049 
(5 ottobre)

Partiamo dal film originale, di cui esistono 7 versioni. Sono passati 35 anni dal capolavoro di Ridley Scott, considerato uno dei migliori film di fantascienza di sempre. Ispirato al romanzo "Il cacciatore di androidi" ("Do Androids Dream of Electric Sheep?"), sostanzialmente definì i canoni visivi della città del futuro, ispirando non solo film ma fumetti, televisione, anime, videogiochi, impattando sull'immaginario collettivo quasi quanto Guerre Stellari. Altro merito, l'aver dato rilevanza cinematografica a Philip K. Dick, scrittore cui si sarebbero poi ispirate numerose altre pellicole, tra le quali Atto di Forza, Minority Report, Paycheck, A Scanner Darkly.
La pellicola è ambientata a Los Angeles nel 2019, in un futuro distopico dove replicanti - androidi quasi indistinguibili dall'uomo - vengono utilizzati nelle colonie extra-terrestri. I "Blade Runner" sono incaricati di individuare ed eliminare i replicanti che tornano illegalmente sulla Terra. Rick Deckard, agente fuori servizio, accetta un'ultima missione per cacciare un gruppo di androidi rifugiatisi sulla terra.
Celeberrimo e citatissimo il monologo finale di Roy Batty, il replicante interpretato da Rutger Hauer:

I've seen things you people wouldn't believe,
attack ships on fire off the shoulder of Orion,
I watched c-beams glitter in the dark near the Tannhäuser Gates.
All those moments will be lost in time,
like tears in rain.
Time to die.
Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi:
navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione,
e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo,
come lacrime nella pioggia.
È tempo di morire
Io ne ho viste di cose... Fonte: dailybest.it


Veniamo al sequel. Domani esce in sala Blade Runner 2049, il seguito realizzato da Denis Villeneuve, con Ridley Scott accreditato come produttore. L'Agente K (Ryan Gosling), scopre un segreto che potrebbe sconvolgere la società e decide di rintracciare Rick Deckard, nuovamente interpretato da Harrison Ford




Plagio dal blog del dottor Manhattan (ma traduco per la comodità dei 25 lettori), il contenuto di un'infografica diffusa al San Diego Comic-Con, con gli eventi che accadono nei trent'anni che separano la storia del film originale da quella del suo sequel.

  • 2019: il Blade Runner Rick Deckard vola a Los Angeles con una replicante di nome Rachael
  • 2020: la Tyrell Corporation introduce un nuovo modello di replicante, il Nexus 8, privi di data di scadenza (nel seguito, Dave Bautista interpreta uno di questi modelli)
  • 2022: l'esplosione di un impulso elettromagnetico provoca un blackout globale con conseguenze disastrose in tutto il mondo
  • 2023: entra in vigore un divieto di fabbricazione dei replicanti
  • 2025: una nuova società, la Wallace Corp., risolve la carenza di cibo globale e diventa un enorme superpotenza
  • 2030: il divieto per i replicanti viene abrogato
  • 2049: la vita sulla Terra ha raggiunto il suo limite e la società si divide tra replicanti e umani


IT 
(19 ottobre)

Del romanzo simbolo di Stephen King, pubblicato nel 1986, venne realizzata nel 1990 una miniserie televisiva, non del tutto riuscita, ma con alcune scene da brivido e un Tim Curry in gran forma. Ventisette anni dopo (mi ricorda qualcosa...) arriva la trasposizione cinematografica. Budget e cast non faraonici, ma il trailer promette bene, inquieta il giusto e fa pensare che anche questa volta il pagliaccio Pennywise sarà ben rappresentato. 




Mentre nel libro la storia si alterna tra gli anni '50 (in cui i bambini si imbattono in It) e gli '80 (con i protagonisti ormai grandi), nel film è tutto traslato di 30 anni, allineando dunque il "tempo degli adulti" con l'anno di produzione: vedremo dunque Bill e club dei perdenti nei mitici anni '80 (in particolare le vicende che nel libro accadono nel 1957 e 1958), mentre il secondo round sarà probabilmente raccontato in un sequel. 


Naturalmente tutto comincia con un palloncino... fonte: tenor.com





MAZINGA Z INFINITY 
(31 ottobre)
Torna sul grande schermo il capostipite dei robottoni di Go Nagai: sarà interessante vedere se il connubio tra il mitico personaggio di fine anni '70 e la tecnica di animazione odierna darà buoni frutti. Alcuni recenti "remake" di opere nagaiane non mi hanno convinto, per mancanza di "cuore" e per le trame piuttosto sconclusionate (in particolare Mazinger Edition Z The Impact). Sebbene i personaggi dopo 40 anni mantengano il loro fascino, c'è da dire che, riguardate oggi, le puntate originali di Mazinga Z (così come Grande Mazinga e Goldrake), appaiono troppo semplici e ripetitive. 
Il film sicuramente sarà un bel tuffo nostalgico, vedremo se sarà anche valido. Diretto da Junji Shimizu, in Italia sarà proiettato in anteprima mondiale, nell'ambito di "Alice nella Città" e della Festa del Cinema di Roma 2017, alla presenza di Go Nagai. Distribuzione nelle sale dal 31 ottobre, mentre in Giappone arriverà 3 mesi dopo (don't ask).

La nuova storia riprende dieci anni dopo la conclusione delle avventure di Mazinga Z. SPOILER? Il vecchio anime finiva con l'entrata in scena del Grande Mazinga, che insieme al robot guidato da Koji Kabuto (Ryo/Alcor) sconfiggeva "definitivamente" l'esercito del Dottor Inferno. 
In Infinity, Koji torna dagli Stati Uniti per affrontare gli alieni che intendono rubare energia foto-atomica alla Terra.  






Massimo
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